giovedì 8 agosto 2013
Talkin' about Dark concert
Mettiamola così: di Keith Jarrett vs Perugia si è già detto e scritto tutto, ma chi quel giorno - il 7 luglio - ha assistito al concerto del trio all'Arena Santa Giuliana ha il diritto-dovere di testimoniare. Solo per aiutare a capire, nulla di più. Capire perché un musicista arrivi al punto di suonare al buio per impedire al pubblico anche la tentazione di una foto ricordo con la reflex o con l'onnipresente (nelle nostre vite) telefonino cellulare. Capire perchè un artista arrivi al punto di non ritorno autolesionistico di sabotare la sua opera d'arte per fare un dispetto al suo pubblico (peraltro pagante, e a carissimo prezzo, magari giunto a Perugia dopo aver attraversato mari e monti).
Premesso che sono note agli appassionati di jazz le manie compulsive, gli eccessi paranoici e le pretese esagerate del pianista americano, che da decenni tormenta gli organizzatori e fruitori dei concerti. E premesso anche il valore straordinario del musicista, che mai è stato in discussione (tanto meno dopo l'ultima magnifica incisione Ecm, il per mille motivi sorprendente "Somewhere" che ci riporta indietro alle alte vette delle session live del Blue Note, a New York). Detto ciò, il punto vero è un altro: perché queste cose succedono quasi sempre e quasi solo in Italia? Mi chiedo perchè se per assistere a un gran concerto siamo generosamente disposti a spendere una cifra consistente, ma non mostriamo la stessa generosità (e sensibilità) nei confronti dell'artista che avrà anche le sue manie e paranoie ma suona comunque da dio. Come nessuno più al mondo. Sappiamo già come va a finire la storia, eppure accettiamo quella che sembra sempre più una sfida personale con il risultato incomprensibile che paghiamo (caro) per assistere a un concerto al buio, carico di tensione, senza bis e con "toreada" finale. Mi chiedo chi è il vero autolesionista, Jarrett o il suo pubblico pagante e consapevole sabotatore.
La critica musicale, all'unanimità, ha duramente accusato Jarrett di ogni vigliaccheria possibile e immaginabile. Troppo facile e populistico. Al contrario, personalmente un bel calcio nel sedere io l'avrei dato volentieri al mio vicino maleducato armato di fotocamera e flash che stava sabotando il concerto (mio e anche suo, di tutti i paganti). Sì, perché tra artista e pubblico il rispetto deve essere reciproco. Esattamente come accade nel resto del mondo. A questo proposito, illuminante l'ultimo numero del mensile Musica Jazz, sempre autorevole nei giudizi, dove il direttore Luca Conti e una delle firme più prestigiose, Franco Fayenz, hanno severamente censurato il comportamento di Jarrett. Salvo scoprire che, poche pagine più avanti, nella rubrica fondamentale dedicata alla stampa internazionale, Gian Mario Maletto citava una intervista rilasciata dallo stesso Keith Jarrett ad Alyn Shipton (critico e storico molto conosciuto e apprezzato in tutto il mondo) e pubblicata sul magazine inglese Jazzwise dello scorso giugno. Con grande serenità e senza alcuna polemica Jarrett e Shipton discutono dell'invadenza eccessiva di fotografi e cineasti durante i concerti e dell'esigenza di ogni artista si salvaguardare l'unicità e la personalità della propria arte. Buone regole per tutti, evidentemente, ma non per noi che andiamo a un concerto come se fosse lo zoo dove fotografare e lanciare noccioline all'animale in gabbia. E guai se non si presta al gioco dello spettacolo... La musica è soprattutto gioia, ma anche cultura e rispetto.
domenica 31 marzo 2013
From my window
Di fronte all'ignoto, al nuovo, al pianeta da scoprire, serve una guida che ci accompagni e ci faccia capire la meraviglia delle cose da scoprire. Di fronte all'avventura del jazz in Sardegna Isio Saba è stato quella guida. La sua faccia, le sue parole, le sue innumerevoli fotografie hanno iniziato due generazioni di sardi alla musica afro americana. Poi la sua immagine si è diradata nel tempo e la sua presenza è stata sempre meno visibile sui palchi dei festival o nei backstage. Però era sempre lì. Metà della musica jazz che conosciamo la dobbiamo anche a lui. Ed è la metà migliore. Vale per tutti l'ultimo mio avvistamento, qualche anno fa, su un palco dell'European jazz expo alla Fiera campionaria di Cagliari. Lui aveva presentato e raccomandato il concerto di Eivind Aarset, chitarrista norvegese ancora poco conosciuto al grande pubblico. Aveva ragione e per quanto mi riguarda oggi non perdo un disco o un concerto di Aarset. Grazie ancora Isio, per tutta la buona musica che ci hai fatto conoscere.
Da qualche parte, nel cielo, continuerai a parlare di jazz.
mercoledì 29 febbraio 2012
giovedì 2 febbraio 2012
From my window
Prime indiscrezioni su Umbria jazz 2012 e circola già qualche nome di grande richiamo. Sonny Rollins, primo fra tutti, ma anche Wayne Shorter, John Scofield, Dave Douglas, Enrico Rava - udite, udite - la rediviva e indimenticabile Liberation music orchestra di Charlie Haden con Carla Bley guest star. Una chicca imperdibile che da sola vale l'intero festival. A prima vista, dopo il cartellone pessimo dell'anno scorso, sembrebbe che il festival di Perugia sia ritornato al suo solito livello, cioè l'eccellenza. Dopo un anno sabbatico, sarà bene cercare subito un buon albergo....
Playlist della notte:
1) Tord Gustavsen quartet - The Well
2) Andy Sheppard - Trio libero
3) Lund quartet - The Lund quartet
Playlist della notte:
1) Tord Gustavsen quartet - The Well
2) Andy Sheppard - Trio libero
3) Lund quartet - The Lund quartet
giovedì 12 gennaio 2012
From my window
Un nuovo disco di Keith Jarrett merita sempre un'analisi profonda, se non altro perché l'artista è talmente autorevole da indicare sempre e sistematicamente lo stato di salute dell'improvvisazione, almeno per quanto riguarda il piano jazz. Per questo motivo l'ultimo "Rio" (Ecm, come sempre) è un disco tutto da interpretare. A cominciare dalla copertina luminosa, rosso-gialla, inusuale per la tradizionale grafica di Manfred Eicher, sempre un po' romanticamente ombrosa. L'incisione live brasiliana è diametralmente opposta al recente e voluminoso "Testament", altra prova in solitario del pianista. Tanto è solenne e crepuscolare (lugubre?) il secondo, altrettanto è solare il primo. Una novità assoluta nella parabola artistica jarrettiana. Il disco è bello, anzi bellissimo e risponde pienamente alle alte aspettative che sempre circondano Jarrett ogni volta affida la sua musica alla casa discografica tedesca. Bello e sorprendente, al punto che qualche critico ha temerariamente richiamato le vette inarrivabili del "Koln concert". Comunque, Jarrett appare in stato di grazia, lontano mille miglia dalle paure e dagli umori cupi dettati dalla sindrome di affaticamento che recentemente aveva tormentato la sua vena creativa. Sarà merito del sole brasiliano, oppure del calore della nuova compagna del musicista, resta il punto che "Rio" è un disco eccellente sotto tutti i punti di vista, godibile anche per gli appassionati meno abituati ai tormenti del pianista che - a dire tutta la verità - negli ultimi tempi avevano reso sempre più difficoltoso l'ascolto della sua musica.
Playlist della notte
1) Keith Jarrett standard trio - Live at the Blue note
2) Keith Jarrett trio - Live standards
A presto
Playlist della notte
1) Keith Jarrett standard trio - Live at the Blue note
2) Keith Jarrett trio - Live standards
A presto
venerdì 6 gennaio 2012
From my window
E' davvero Rita Marcotulli la stella del Top jazz 2011? Parliamone. La popolare classifica di musica jazz premia sicuramente la migliore jazzista italiana, speriamo lo faccia per la qualità e l'alto profilo artistico e non per pari opportunità. Bene anche i premi al riscoperto band-leader Dino Betti van der Noot e al sassofonista Francesco Bearzatti protagonista assoluto della stagione (buoni dischi, ma anche eccellenti concerti ) con il suo Tinissima 4Tet. Sono tra quelli convinti che le classifiche servono a poco (al mercato) e per i veri appassionati sono solo un gioco, più o meno divertente. In ogni caso, circoscriverle al solo jazz italiano è penalizzante e provinciale. Da tempo, infatti, il jazz nel Belpaese è maturo per confrontarsi ad armi pari con quello internazionale. In fondo, il jazz è e sarà sempre incontro e confronto tra mondi, culture e sensibilità artistiche differenti. Così Fabrizio Bosso può benissimo misurarsi con Dave Douglas. In fondo, è solo una classifica. Cioè un gioco...
Playlist della notte:
1) Francesco Bearzatti - Tina
2) Bill Frisell - Imagine
3) Julian Cannonball Adderley - Something else
A presto
Playlist della notte:
1) Francesco Bearzatti - Tina
2) Bill Frisell - Imagine
3) Julian Cannonball Adderley - Something else
A presto
martedì 3 gennaio 2012
From my window
Scusate il ritardo
Quattro mesi di pausa per riflettere e lavorare, ma anche per ascoltare. In tutto questo tempo segnalo un bel concerto di Enrico Rava (Standards quartet) al museo archeologico di Olbia nel programma della rassegna Emmas 2011. E segnalo anche anche una interessante uscita discografica per Impulse: è un box celebrativo (molto curato anche nella confezione) compilato con altrettanti dischi storici degli anni Sessanta direttamente da Creed Taylor, produttore-fondatore della mitica label nero-arancione.
Playlist della notte:
1) Orvieto - Bollani-Corea
2) Rio - Keith Jarrett
3) Gil Evans orchestra - The individualism of Gil Evans
A presto
Quattro mesi di pausa per riflettere e lavorare, ma anche per ascoltare. In tutto questo tempo segnalo un bel concerto di Enrico Rava (Standards quartet) al museo archeologico di Olbia nel programma della rassegna Emmas 2011. E segnalo anche anche una interessante uscita discografica per Impulse: è un box celebrativo (molto curato anche nella confezione) compilato con altrettanti dischi storici degli anni Sessanta direttamente da Creed Taylor, produttore-fondatore della mitica label nero-arancione.
Playlist della notte:
1) Orvieto - Bollani-Corea
2) Rio - Keith Jarrett
3) Gil Evans orchestra - The individualism of Gil Evans
A presto
domenica 21 agosto 2011
From my window
Il Time in jazz di Berchidda si conferma il miglior festival dell'estate in Sardegna, anche in questi tempi di crisi. Meno pubblico del solito e un cartellone con qualche incertezza, però ci pensa un vecchio leone come Ahmad Jamal a far quadrare i conti regalando uno dei più bei concerti mai sentiti in Logudoro. Il pianista americano, 81 anni suonati, ha suonato bene e ha diretto anche meglio il gruppo. Ritmo altissimo, molto swing e bruschi cambi di melodia per spiazzare e stupire gli ascoltatori. Veramente bravo. E bravi anche la cantante maliana Rokia Traorè e i Gaia cuatro che qualche giorno prima hanno incantato insieme a Palo Fresu confermando dal vivo la fresca originalità del progetto "Haruka". Delusione per il set dello slavo Bojan Z, che neppure l'ottimo Gianluca Petrella in formazione ha potuto salvare. A sentire il gruppo, il compianto Joseph Zawinul deve aver fatto un salto nella tomba. Una nota di merito per la banda Demuro di Berchidda: davvero un piccolo gioiello zeppo di preomettenti musicisti. Non è un caso che Paolo Fresu sia venuto fuori da lì. E nota positiva anche per Flavio Soriga, cronista dietro le quinte del festival, sempre puntuale e divertente nel raccontare una Sardegna mai banale, lontano mille miglia da luohi comuni turistici e stereotipi letterari.
Arrivederci a Sant'Anna Arresi
Arrivederci a Sant'Anna Arresi
giovedì 11 agosto 2011
From my window
Due mesi sabbatici possono bastare. Ritorna la voglia di scrivere e raccontare storie e notizie di jazz in Sardegna e nel mondo. L'occasione è l'avvio del classico Time in jazz, a Berchidda, forse il miglior festival che ancora si ha il coraggio di proporre agli appassionati. La rassegna è già iniziata, ma è da oggi che si comincia a far sul serio. Da non perdere i concerti di Ahmad Jamal (venerdì) e Rokia Traorè (domenica), ma attenzione alle Pietre sonore del Pierre Favre quartet che suonerà le sculture di Pinuccio Sciola.
Playlist dell'estate:
Jeremy Pelt - The talented mr.Pelt
Charles Lloyd quartet - Fish out of water
A presto
Playlist dell'estate:
Jeremy Pelt - The talented mr.Pelt
Charles Lloyd quartet - Fish out of water
A presto
sabato 4 giugno 2011
From my window
European jazz expò part.2
La domanda è semplice: dobbiamo preoccuparci se un festival jazz (possiamo ancora definirlo così o il termine è ormai è superato?) presenta il pur bravo Cammariere come artista e concerto di punta? Lui è molto bravo e sa intercettare umori e bisogni che appartengono più agli appassionati di jazz che a quelle delle canzonette, anche se di qualità. Questo però non basta a farne l'artista di punta di una rassegna jazz. Insomma, ci vuole altro e in giro c'è ben poco. O meglio, i festival hanno bisogno anche di fare "cassetta" per sopravvivere e così la qualità non sempre è all'altezza delle aspettative. Dico questo non tanto per accusare Jazz in Sardegna che per l'Eje 2011 ha presentato un cartellone mediocre. La sua opera è sempre e comunque meritoria. Organizzare non è facile, criticare sì. Piuttosto, lo dico facendo riferimento ai blasonati festival d'oltre Tirreno, come Umbria Jazz. Il programma 2011 è improponibile e persino un irriducibile come me quest'estate non farà la solita "capatina" a Perugia. Tutto già visto e già sentito, tutto inascoltabile: dall'ennesimo "remembering" dedicato a Miles Davis alle serate latino americane, dallo stracotto B.B.King a Carlos Santana. Infine Liza Minelli e Natalie Cole. No davvero, così non si può. E si resta in Sardegna aspettando tempi migliori.
La playlist della notte:
1) Chet Baker-Paul Bley - Diane
2) The magnificent Thad Jones vol.1
3) Craig Taborn piano solo - Avenging angel
A presto
La domanda è semplice: dobbiamo preoccuparci se un festival jazz (possiamo ancora definirlo così o il termine è ormai è superato?) presenta il pur bravo Cammariere come artista e concerto di punta? Lui è molto bravo e sa intercettare umori e bisogni che appartengono più agli appassionati di jazz che a quelle delle canzonette, anche se di qualità. Questo però non basta a farne l'artista di punta di una rassegna jazz. Insomma, ci vuole altro e in giro c'è ben poco. O meglio, i festival hanno bisogno anche di fare "cassetta" per sopravvivere e così la qualità non sempre è all'altezza delle aspettative. Dico questo non tanto per accusare Jazz in Sardegna che per l'Eje 2011 ha presentato un cartellone mediocre. La sua opera è sempre e comunque meritoria. Organizzare non è facile, criticare sì. Piuttosto, lo dico facendo riferimento ai blasonati festival d'oltre Tirreno, come Umbria Jazz. Il programma 2011 è improponibile e persino un irriducibile come me quest'estate non farà la solita "capatina" a Perugia. Tutto già visto e già sentito, tutto inascoltabile: dall'ennesimo "remembering" dedicato a Miles Davis alle serate latino americane, dallo stracotto B.B.King a Carlos Santana. Infine Liza Minelli e Natalie Cole. No davvero, così non si può. E si resta in Sardegna aspettando tempi migliori.
La playlist della notte:
1) Chet Baker-Paul Bley - Diane
2) The magnificent Thad Jones vol.1
3) Craig Taborn piano solo - Avenging angel
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martedì 31 maggio 2011
From my window
European Jazz expo, part.1
Comincia qui la trilogia dedicata al festival cagliaritano. Quattro giornate intense nello scenario bucolico e woodstockiano del parco arrampicato sul Monte Claro. Buona l'idea, ma solo sulla carta. In realtà, lo spazio open air è sembrato dispersivo per il popolo del jazz che, purtroppo, non è poi così numeroso. In più, qualche sovrapposizione di concerti ha creato fastidiose interferenze sonore tra un palco e l'altro con grave danno per i set acustici (Enzo Pietropaoli, tanto per citarne uno...). Infine, si può discutere del clima generale da allegra scampagnata con bambini, nonne e panini al seguito. Insomma, il jazz per lunghi tratti ha giocato la sua partita da comprimario invece che da protagonista e questo ha causato la dispersione del significato, del senso profondo, di una rassegna (la storica Jazz in Sardegna) che da decenni con progetti, idee e produzioni originali si propone come punto di riferimento e vetrina d'avanguardia del panorama jazzistico. Il fatto è che la musica non è quella di vent'anni fa, molti protagonisti non ci sono più e la tensione artistica non è la stessa. La sensazione è che, se manca tutto questo, si può anche rilanciare il festival modello parco dei divertimenti però consapevoli del fatto che bisogna anche guardare oltre il tempo di un mini concerto di routine e recuperare lo spirito originario di un festival che dalla sua torre di vedetta deve sempre guardare lontano. Credo che questo ragionamento valga per tutti i festival, in Italia e in Europa (basta guardare il programma di Umbria jazz 2011, a Perugia: un disastro). Cosa sono diventati e come in questa involuzione abbiano perso la forza propulsiva che li caratterizzava come concentrato di proposte musicali e come laboratorio di incontri tra grandi e piccoli musicisti. Oggi, purtroppo, guidano le danze e orientano le scelte il budget a disposizione degli organizzatori e la passerella per la promozione degli ultimi dischi in uscita. Va bene anche questo, ma non sia la sola benzina che fa girare il motore.
La playlist della notte è liberamente ispirata alle (poche) cose buone ascoltate nelle quattro giornate dell'Eje:
1) Stefano Di Battista - Woman's land
2) Enzo Pietropaoli quartet - Yatra
3) Marcotulli, Girotto e Biondini - Variazioni sul tema
A presto
Comincia qui la trilogia dedicata al festival cagliaritano. Quattro giornate intense nello scenario bucolico e woodstockiano del parco arrampicato sul Monte Claro. Buona l'idea, ma solo sulla carta. In realtà, lo spazio open air è sembrato dispersivo per il popolo del jazz che, purtroppo, non è poi così numeroso. In più, qualche sovrapposizione di concerti ha creato fastidiose interferenze sonore tra un palco e l'altro con grave danno per i set acustici (Enzo Pietropaoli, tanto per citarne uno...). Infine, si può discutere del clima generale da allegra scampagnata con bambini, nonne e panini al seguito. Insomma, il jazz per lunghi tratti ha giocato la sua partita da comprimario invece che da protagonista e questo ha causato la dispersione del significato, del senso profondo, di una rassegna (la storica Jazz in Sardegna) che da decenni con progetti, idee e produzioni originali si propone come punto di riferimento e vetrina d'avanguardia del panorama jazzistico. Il fatto è che la musica non è quella di vent'anni fa, molti protagonisti non ci sono più e la tensione artistica non è la stessa. La sensazione è che, se manca tutto questo, si può anche rilanciare il festival modello parco dei divertimenti però consapevoli del fatto che bisogna anche guardare oltre il tempo di un mini concerto di routine e recuperare lo spirito originario di un festival che dalla sua torre di vedetta deve sempre guardare lontano. Credo che questo ragionamento valga per tutti i festival, in Italia e in Europa (basta guardare il programma di Umbria jazz 2011, a Perugia: un disastro). Cosa sono diventati e come in questa involuzione abbiano perso la forza propulsiva che li caratterizzava come concentrato di proposte musicali e come laboratorio di incontri tra grandi e piccoli musicisti. Oggi, purtroppo, guidano le danze e orientano le scelte il budget a disposizione degli organizzatori e la passerella per la promozione degli ultimi dischi in uscita. Va bene anche questo, ma non sia la sola benzina che fa girare il motore.
La playlist della notte è liberamente ispirata alle (poche) cose buone ascoltate nelle quattro giornate dell'Eje:
1) Stefano Di Battista - Woman's land
2) Enzo Pietropaoli quartet - Yatra
3) Marcotulli, Girotto e Biondini - Variazioni sul tema
A presto
martedì 24 maggio 2011
From my window
Non deve stupire o confondere un blog che vorrebbe occuparsi di musica jazz e che invece discute anche di arte contemporanea. Da Pollock in poi jazz e pittura informale percorrono strade parallele e perfino Matisse aveva dedicato un'opera capitale alla musica afroamericana. Arte sia, dunque, e così segnalo un illuminante scritto di Fabio Gambaro pubblicato oggi (24 maggio) sulle pagine che Repubblica dedica alla cultura. Si parla di Anselm Kiefer e dell'onesta critica che l'artista tedesco rivolge al "cinismo del mercato che, da Warhol in avanti, sta distruggendo l'arte". Uno spunto di riflessione che gli appassionati più attenti possono trasferire anche al jazz contemporaneo.
La playlist della notte:
1) Jean Francois Baez trio - Nikita
2) Dag Arnesen - Norwegian songs
3) Eivind Aarset - Live extracts
4) Wolfert Brederode quartet - Post scriptum
A presto
La playlist della notte:
1) Jean Francois Baez trio - Nikita
2) Dag Arnesen - Norwegian songs
3) Eivind Aarset - Live extracts
4) Wolfert Brederode quartet - Post scriptum
A presto
sabato 21 maggio 2011
From my window
Conto alla rovescia per l'European jazz expo a Cagliari, questo fine settimana. Nel programma ho visto che è stato aggiunto il trio danese di Dag Arnesen. E' un musicista semisconosciuto al grande pubblico, ma già l'anno scorso proprio a Cagliari aveva stupito tutti (pochi intimi, in realtà...) con un grande concerto. Farà il paio con il trio di Helge Lien: musica dal lontano Nord, algida, prossima alla glaciazione. Comunque affascinante, se vi piace il genere. Provare per credere...
La solita playlist della notte:
1) Chet Baker - At Capolinea
2) Rava-Bollani - The third man
3) Gerry Mulligan & Astor Piazzolla - Summit
4) Nina Simone - Solitude
A presto
La solita playlist della notte:
1) Chet Baker - At Capolinea
2) Rava-Bollani - The third man
3) Gerry Mulligan & Astor Piazzolla - Summit
4) Nina Simone - Solitude
A presto
mercoledì 11 maggio 2011
From my window
Novità in casa Ecm, e non è un disco qualsiasi. Segnalo che la casa discografica tedesca sta per pubblicare il "Live at Birdland" di un quartetto favoloso: Lee Konitz, Brad Mehldau, Charlie Haden e Paul Motian. Ho già sentito qualche frammento e mi pare che almeno tre (Haden, Motian e Mehldau) dei quattro giganti siano in stato di grazia. Un disco imperdibile per gli appassionati del genere "ultimi maestri". Che poi, sarebbe ancora il jazz nella forma migliore. Quello che non tradisce. Un appunto sul Mehldau: non è più un giovanotto, ma lascia sempre la sensazione di uno che stia ancora cercando una maturità e una dimensione espressiva compiuta. Insomma, un musicista in movimento, schiavo di una imprevedibile ispirazione. Uno capace di incantare ma anche di addormentare. Tocchi di genio e fasi di stanca. Ogni suo disco (e la produzione è a dir poco bulimica) può riservare una sorpresa. Ai concerti, invece, si va sul sicuro: talento&sentimento a mani piene. Un mostro di bravura. Non mi ha fatto mai rimpiangere il prezzo del biglietto.
La playlist della notte:
1) Wolfert Brederode - Post scriptum
2) Weather report - Black market
3) Brad Mehldau trio - Song
4) Keith Jarrett - Koln concert
5) Miles Davis quintet - Cookin'
Buonanotte
La playlist della notte:
1) Wolfert Brederode - Post scriptum
2) Weather report - Black market
3) Brad Mehldau trio - Song
4) Keith Jarrett - Koln concert
5) Miles Davis quintet - Cookin'
Buonanotte
martedì 10 maggio 2011
From my window
E' tempo di festival. Con l'estate ritorna la stagione dei concerti e delle rassegne tematiche, anche in Sardegna. Primo appuntamento: l'European jazz expo a Cagliari il 26, 27, 28 e 29 maggio a Cagliari. Promette tanto la nuova location (il parco Monte Claro), un po' meno il cartellone. Eccezioni consigliate: il trio di Helge Lien, Natacha Atlas, Francesco Bearzatti, Luca Aquino. E poi Bollani, of course... Un grande contenitore con musica per tutti i gusti (vuol dire, non solo
jazz), comunque vada è sempre un piacere.
La solita playlist della notte:
1) Duke Ellington - Uptown
2) Red Garland trio - Solar
3) Andy Sheppard - Movement in colors
4) Art Pepper - No limit
5) Bill Evans - Waltz for Debby
A presto
jazz), comunque vada è sempre un piacere.
La solita playlist della notte:
1) Duke Ellington - Uptown
2) Red Garland trio - Solar
3) Andy Sheppard - Movement in colors
4) Art Pepper - No limit
5) Bill Evans - Waltz for Debby
A presto
lunedì 2 maggio 2011
From my window
Questa musica struggente, più di ogni altra cosa, aprirà porte e finestre verso un mondo tutto da scoprire. Non ricordo più dove avevo letto queste parole, ma poco importa: condivido tutto. Del resto, anni di affettuosa e tenace dedizione alla bella canzone mi hanno insegnato che nell'espressione dei sentimenti la malinconia è un orizzonte sconfinato. Quello che Baudelaire chiamava "spleen" da decenni ha impregnato l'arte, almeno quella degli ultimi due secoli. Non solo la musica, non solo il jazz. Ne vogliamo parlare? Prima però provate ad ascoltare almeno una volta la straordinaria "Dear friends" degli Elbow (dall'album "Build a rocket boys"). Niente jazz, solo un bel rock, ben suonato e cantato come non accade di frequente.
Ecco le playlist della notte:
1) Miles Davis - Esp
2) Brian Blade - Mama Rosa
3) Jamie Woon - Mirrorwriting
4) The last electro-acoustic - Miles away
5) Jan Garbarek - Dresden
A presto
Ecco le playlist della notte:
1) Miles Davis - Esp
2) Brian Blade - Mama Rosa
3) Jamie Woon - Mirrorwriting
4) The last electro-acoustic - Miles away
5) Jan Garbarek - Dresden
A presto
sabato 9 aprile 2011
From my window
Se vi piace l'atmosfera algida e rarefatta delle produzioni Ecm, segnalo l'ultima uscita di Mathias Eick, notevolissimo trombettista che già due anni fa aveva stupito con il pregevole "The door". Ascoltare per credere.
La playlist della notte:
1) Circles - Drive if you must
2) Radio silence - Neil Cowley trio
3) Up here - Soulive
4) Immolate yourself - Telefon Tel Aviv
5) Introducing the Mattson 2
A presto
La playlist della notte:
1) Circles - Drive if you must
2) Radio silence - Neil Cowley trio
3) Up here - Soulive
4) Immolate yourself - Telefon Tel Aviv
5) Introducing the Mattson 2
A presto
lunedì 28 marzo 2011
From my window
Segnalo due concerti di Brad Meldhau a Roma, al Parco della musica. Il pianista americano viene annunciato in gran forma con una vena creativa a dir poco esuberante. Due anni fa, sempre a Roma e sempre al Parco della musica, il suo concerto in trio è stato strabiliante.
Una nuova playlist:
1) Bobby Watson - The gate's bbq suite
2) Blktop project - Lane change
3) Avishai Cohen - Seven seas
4) Portico quartet - Isla
A presto
Una nuova playlist:
1) Bobby Watson - The gate's bbq suite
2) Blktop project - Lane change
3) Avishai Cohen - Seven seas
4) Portico quartet - Isla
A presto
martedì 22 marzo 2011
From my window
Brutte notizie dal mondo. Tra una scossa di terremoto in Giappone e un attacco missilistico alla Libia non c'è più modo o spazio per sorridere. Ecco una playlist compilata per le occasioni tristi:
1) Me and the devil - Gil Scott-Heron
2) Miles to go - Stateless
3) Glasgow - Craig Armstrong
4) Est - Dolores in a shoestand
5) Rachel Portman - The human stain
Thank you for love
1) Me and the devil - Gil Scott-Heron
2) Miles to go - Stateless
3) Glasgow - Craig Armstrong
4) Est - Dolores in a shoestand
5) Rachel Portman - The human stain
Thank you for love
mercoledì 2 marzo 2011
From my window
Ci voleva un lungo anno sabbatico per ritemprare i pensieri. Vediamo un po'... Quante cose ho visto e ascoltato durante questa eternità. Proverò a segnalarne alcune che mi sono parse degne di considerazione:
1)Fresu - Mistico Mediterraneo
2)Girotto-Servillo - Futbol
3)Gerald Clayton - Live in Paris
Mi manca tanto Esbjorn Svensson con il suo trio. Riposi in pace
A presto
1)Fresu - Mistico Mediterraneo
2)Girotto-Servillo - Futbol
3)Gerald Clayton - Live in Paris
Mi manca tanto Esbjorn Svensson con il suo trio. Riposi in pace
A presto
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