giovedì 2 febbraio 2012

From my window

Prime indiscrezioni su Umbria jazz 2012 e circola già qualche nome di grande richiamo. Sonny Rollins, primo fra tutti, ma anche Wayne Shorter, John Scofield, Dave Douglas, Enrico Rava - udite, udite - la rediviva e indimenticabile Liberation music orchestra di Charlie Haden con Carla Bley guest star. Una chicca imperdibile che da sola vale l'intero festival. A prima vista, dopo il cartellone pessimo dell'anno scorso, sembrebbe che il festival di Perugia sia ritornato al suo solito livello, cioè l'eccellenza. Dopo un anno sabbatico, sarà bene cercare subito un buon albergo....

Playlist della notte:
1) Tord Gustavsen quartet - The Well
2) Andy Sheppard - Trio libero
3) Lund quartet - The Lund quartet

giovedì 12 gennaio 2012

From my window

Un nuovo disco di Keith Jarrett merita sempre un'analisi profonda, se non altro perché l'artista è talmente autorevole da indicare sempre e sistematicamente lo stato di salute dell'improvvisazione, almeno per quanto riguarda il piano jazz. Per questo motivo l'ultimo "Rio" (Ecm, come sempre) è un disco tutto da interpretare. A cominciare dalla copertina luminosa, rosso-gialla, inusuale per la tradizionale grafica di Manfred Eicher, sempre un po' romanticamente ombrosa. L'incisione live brasiliana è diametralmente opposta al recente e voluminoso "Testament", altra prova in solitario del pianista. Tanto è solenne e crepuscolare (lugubre?) il secondo, altrettanto è solare il primo. Una novità assoluta nella parabola artistica jarrettiana. Il disco è bello, anzi bellissimo e risponde pienamente alle alte aspettative che sempre circondano Jarrett ogni volta affida la sua musica alla casa discografica tedesca. Bello e sorprendente, al punto che qualche critico ha temerariamente richiamato le vette inarrivabili del "Koln concert". Comunque, Jarrett appare in stato di grazia, lontano mille miglia dalle paure e dagli umori cupi dettati dalla sindrome di affaticamento che recentemente aveva tormentato la sua vena creativa. Sarà merito del sole brasiliano, oppure del calore della nuova compagna del musicista, resta il punto che "Rio" è un disco eccellente sotto tutti i punti di vista, godibile anche per gli appassionati meno abituati ai tormenti del pianista che - a dire tutta la verità - negli ultimi tempi avevano reso sempre più difficoltoso l'ascolto della sua musica.

Playlist della notte
1) Keith Jarrett standard trio - Live at the Blue note
2) Keith Jarrett trio - Live standards

A presto

venerdì 6 gennaio 2012

From my window

E' davvero Rita Marcotulli la stella del Top jazz 2011? Parliamone. La popolare classifica di musica jazz premia sicuramente la migliore jazzista italiana, speriamo lo faccia per la qualità e l'alto profilo artistico e non per pari opportunità. Bene anche i premi al riscoperto band-leader Dino Betti van der Noot e al sassofonista Francesco Bearzatti protagonista assoluto della stagione (buoni dischi, ma anche eccellenti concerti ) con il suo Tinissima 4Tet. Sono tra quelli convinti che le classifiche servono a poco (al mercato) e per i veri appassionati sono solo un gioco, più o meno divertente. In ogni caso, circoscriverle al solo jazz italiano è penalizzante e provinciale. Da tempo, infatti, il jazz nel Belpaese è maturo per confrontarsi ad armi pari con quello internazionale. In fondo, il jazz è e sarà sempre incontro e confronto tra mondi, culture e sensibilità artistiche differenti. Così Fabrizio Bosso può benissimo misurarsi con Dave Douglas. In fondo, è solo una classifica. Cioè un gioco...
Playlist della notte:
1) Francesco Bearzatti - Tina
2) Bill Frisell - Imagine
3) Julian Cannonball Adderley - Something else

A presto

martedì 3 gennaio 2012

From my window

Scusate il ritardo
Quattro mesi di pausa per riflettere e lavorare, ma anche per ascoltare. In tutto questo tempo segnalo un bel concerto di Enrico Rava (Standards quartet) al museo archeologico di Olbia nel programma della rassegna Emmas 2011. E segnalo anche anche una interessante uscita discografica per Impulse: è un box celebrativo (molto curato anche nella confezione) compilato con altrettanti dischi storici degli anni Sessanta direttamente da Creed Taylor, produttore-fondatore della mitica label nero-arancione.
Playlist della notte:
1) Orvieto - Bollani-Corea
2) Rio - Keith Jarrett
3) Gil Evans orchestra - The individualism of Gil Evans
A presto

domenica 21 agosto 2011

From my window

Il Time in jazz di Berchidda si conferma il miglior festival dell'estate in Sardegna, anche in questi tempi di crisi. Meno pubblico del solito e un cartellone con qualche incertezza, però ci pensa un vecchio leone come Ahmad Jamal a far quadrare i conti regalando uno dei più bei concerti mai sentiti in Logudoro. Il pianista americano, 81 anni suonati, ha suonato bene e ha diretto anche meglio il gruppo. Ritmo altissimo, molto swing e bruschi cambi di melodia per spiazzare e stupire gli ascoltatori. Veramente bravo. E bravi anche la cantante maliana Rokia Traorè e i Gaia cuatro che qualche giorno prima hanno incantato insieme a Palo Fresu confermando dal vivo la fresca originalità del progetto "Haruka". Delusione per il set dello slavo Bojan Z, che neppure l'ottimo Gianluca Petrella in formazione ha potuto salvare. A sentire il gruppo, il compianto Joseph Zawinul deve aver fatto un salto nella tomba. Una nota di merito per la banda Demuro di Berchidda: davvero un piccolo gioiello zeppo di preomettenti musicisti. Non è un caso che Paolo Fresu sia venuto fuori da lì. E nota positiva anche per Flavio Soriga, cronista dietro le quinte del festival, sempre puntuale e divertente nel raccontare una Sardegna mai banale, lontano mille miglia da luohi comuni turistici e stereotipi letterari.
Arrivederci a Sant'Anna Arresi

giovedì 11 agosto 2011

From my window

Due mesi sabbatici possono bastare. Ritorna la voglia di scrivere e raccontare storie e notizie di jazz in Sardegna e nel mondo. L'occasione è l'avvio del classico Time in jazz, a Berchidda, forse il miglior festival che ancora si ha il coraggio di proporre agli appassionati. La rassegna è già iniziata, ma è da oggi che si comincia a far sul serio. Da non perdere i concerti di Ahmad Jamal (venerdì) e Rokia Traorè (domenica), ma attenzione alle Pietre sonore del Pierre Favre quartet che suonerà le sculture di Pinuccio Sciola.
Playlist dell'estate:
Jeremy Pelt - The talented mr.Pelt
Charles Lloyd quartet - Fish out of water
A presto

sabato 4 giugno 2011

From my window

European jazz expò part.2
La domanda è semplice: dobbiamo preoccuparci se un festival jazz (possiamo ancora definirlo così o il termine è ormai è superato?) presenta il pur bravo Cammariere come artista e concerto di punta? Lui è molto bravo e sa intercettare umori e bisogni che appartengono più agli appassionati di jazz che a quelle delle canzonette, anche se di qualità. Questo però non basta a farne l'artista di punta di una rassegna jazz. Insomma, ci vuole altro e in giro c'è ben poco. O meglio, i festival hanno bisogno anche di fare "cassetta" per sopravvivere e così la qualità non sempre è all'altezza delle aspettative. Dico questo non tanto per accusare Jazz in Sardegna che per l'Eje 2011 ha presentato un cartellone mediocre. La sua opera è sempre e comunque meritoria. Organizzare non è facile, criticare sì. Piuttosto, lo dico facendo riferimento ai blasonati festival d'oltre Tirreno, come Umbria Jazz. Il programma 2011 è improponibile e persino un irriducibile come me quest'estate non farà la solita "capatina" a Perugia. Tutto già visto e già sentito, tutto inascoltabile: dall'ennesimo "remembering" dedicato a Miles Davis alle serate latino americane, dallo stracotto B.B.King a Carlos Santana. Infine Liza Minelli e Natalie Cole. No davvero, così non si può. E si resta in Sardegna aspettando tempi migliori.
La playlist della notte:
1) Chet Baker-Paul Bley - Diane
2) The magnificent Thad Jones vol.1
3) Craig Taborn piano solo - Avenging angel
A presto